la meditazione in pratica

Sono grato per poter scrivere ed esprimere il mio punto di vista sulla meditazione, pratica e magnifica filosofia già piegata pienamente e in modo più che notevole meditazionedai grandi maestri.
La meditazione non può essere una forzatura, se questa è tale non si tratta di meditazione. Questa parte da dentro, del proprio cuore e trascende la mente ed è fluidità.
Approcciarci alla meditazione come se si stesse parlando di una formula di matematica o un fenomeno fine a se stesso, sarebbe un vero sacrilegio, perché ridurre la meditazione ad un esercizio ginnico non porta ad alcun beneficio. La meditazione non è un esercizio di respirazione, non è un esercizio per quietare e ammutolire la mente, ma è uno strumento che consente l’apertura delle porte dell’anima.
Non c’è meditazione senza cuore e non c’è meditazione senza la contemplazione e la vocazione che solo l’anima può avere. Dire che la meditazione è percezione animica non è errato, perché aldilà della percezione sensoriale e la calcolatoria elaborazione mentale esiste una essenza eterna che getta il suo occhio sull’infinito. Questa è la vera meditazione, fiondarsi aldilà della materia e della vita terrena per sconfinare nell’ultraterreno e nel metafisico.
Una persona che medita e medita seriamente, la si riconosce perché assorta e focalizzata su di un qualcosa che è oltre al mondo. Questa ha un sorriso sul volto e un’alone di serenità che tutto pervade e circonda, è un fuoco che arde al centro di una stanza. La meditazione non si impara, avviene e sgorga dal centro della persona. E’ il riposo, la rigenerazione e la realizzazione. Esistono degli esercizi, questi servono per preparsi e par fermarsi. Quando si è fermi e intendo fermi quando la propria mente si arresta, il tempo si ferma e siamo nell’atemporalità. L’atemporalità è la dimensione dell’anima, vero tempo e spazio e tempio di ognuno di noi. Allora saremo nella contemplazione e in comunione con quel Tutto che tutto è e possiede, il quale da noi è stato chiamato Dio. La tecnica meditativa avrà il solo scopo di veicolarci fino a farci arrivare a questa condizione. La tecnica meditativa non sarà mai e in nessun caso l’arrivo, ma la partenza. La tecnica deve avere alcune caratteristica di base per essere funzionante. La tecnica meditativa deve comprendere:
- Respirazione: controllo della respirazione, respiro ciclico e costante, fluido, istintivo e rilassante. La respirazione deve essere rilassata, allungata, distesa nel tempo. Più secondi passano da una ispirazione a una espirazione e meglio sarà. Il polmoni devono riempirsi d’aria e poi svuotarsi gradualmente. Andrà fatta una respirazione tale da corpire l’intera area polmonare, dal torace fino la pancia. La respirazione non deve mai essere forzata.
- Stato emotivo: è indispensabile la calma. Sarebbe bene prendersi una intera mezza giornata per rilassarsi e poi concedersi alla meditazione. Lo stato emotivo è fondamentale, perché se si è agitati si sarà come un mare in tempesta e in uno specchio d’acqua increspato non si può guardare attraverso.
- Pensiero: sarà necessario essere vacui. La vacuità è fondamentale, perché in una mente libera dai pensieri succede un miracolo e si accende una luce. La mente è simile al vento, e nel bel mezzo di un ciclone sicuramente non può regnare la pace.
- Postura: la posizione del corpo è davvero importante e nasconde segreti, ma noi possiamo limitarci ad avere una postura rilassata e senza tensioni.
- Mantra: il mantra è una serie di parole ripetute continuamente. Lo scopo del mantra può avere tanti motivi e fini, ma a noi il mantra serve per tenere impegnata la mente, perché se questa non è domata, difficilmente se ne starà quieta e tranquilla. Possiamo fare un qualsiasi mantra, dalle preghiere ad ogni altra cantilena. I mantra buddisti e induisti sono comprovati in quanto utilizzati da migliaia di anni, ne cito due: na-mio-ren-ghe-chiò e om namah Sivaya.

Quando una persona prova a meditare e lo fa in una posizione molto comoda, ad esempio le persone che si adraiano, si corre il rischio di addormentarsi. Addormentarsi va bene, non bisogna mai forzarsi, è sempre bene essere fluidi, quindi se arriva il sonno, sarà bene concedersi una gradita pennichella.

Esistono molte tecniche per meditare e in internet ce ne sono tantissime. Io consiglio 7 – 3 – 5 dove 7 sono i secondi di ispirazione, 3 sono i secondi di apnea e 5 sono i secondi di espirazione.

Quando di medita ci si rivolge a oriente e si fissano gli occhi indicativamente verso il terzo occhio.

Io iniziai a meditare proprio come iniziano tutti, con grande ingenuità e voglia di avere risultati immediati. Certamente i risultati non sono immediati e si rimane delusi, ma se si usa perseveranza, già nelle prime settimane si può avere qualche soddisfazione. Proprio come ho scritto la meditazione è un bisogno dell’anima e questa è un richiamo che viene da dentro. Non esiste meditazione senza questa condizione iniziale, proprio per questa ragione è la cosa più bella del mondo.

Articolo a cura di Fabio Consales