PANCIA E FIANCHI – ESERCIZI, ALIMENTAZIONE, METABOLISMO

corpoL’arrivo della primavera e della bella stagione ci libera dai giubbotti ingombranti e da qualche chilo di troppo preso durante l’inverno, e, ci spinge a rivedere il nostro stile di vita per sfoggiare con orgoglio un corpo asciutto e snello.
Il dilemma della prova costume riguarda in particolar modo il grasso depositato sulla pancia e sui fianchi.
Il tessuto adiposo localizzato nella regione addominale è associato non solo ad un discorso puramente estetico, ma principalmente ad un alto rischio di contrarre il diabete di tipo 2, alle dislipidemie (aumento della concentrazione di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue), all’ ipertensione arteriosa e a malattie cardiovascolari.
La misurazione della circonferenza addominale è un buon indice della massa adiposa intra-addominale. Le circonferenze massime specifiche per sesso, che denotano un rischio per le complicanze metaboliche, sono per gli uomini di 102 cm mentre per le donne di 88 cm. Il tessuto adiposo è il maggior organo endocrino e secretorio.
E’ ormai comunemente accettato che un sovraccarico di lipidi negli adipociti può attivare una risposta infiammatoria cronica di basso livello e un deficit del nostro sistema immunitario di difesa.
L’organismo, quindi, si viene a trovare in uno stato di indebolimento e di stress che porta alla eccessiva produzione dell’ormone cortisolo in grado di aumentare la pressione arteriosa, la glicemia e favorire la perdita di massa magra e cioè di muscoli. Tra i suoi molteplici effetti benefi ci, l’esercizio fisico ed ancor meglio un’attività fisica di routine (inclusa la camminata leggera anche di 20 minuti al giorno) per quattro volte la settimana diminuisce i depositi di grassi corporei e tende a ridurre il consumo di cibo. Durante una passeggiata, infatti, si ha una maggiore liberazione di serotonina, un neurotrasmettitore che determina il senso della sazietà e riduce il desiderio di mangiare zuccheri.
Molto importante il ruolo dei nutrienti e delle piante nel ritrovare il proprio peso forma. Consigliati i minerali, soprattutto magnesio, calcio, potassio, zinco cromo e vanadio. Inoltre gli aminoacidi quali L-carnitina, taurina e L-arginina che svolgono un ruolo importante nel migliorare il metabolismo. Altri nutrienti come il coenzima Q10 e l’acido lipoico sembrano avere una buona potenzialità terapeutica nella sindrome metabolica infatti oltre ad essere degli ottimi antiossidanti, vengono usati nel trattamento del diabete e hanno una notevole azione metabolico-energetica.
Evitiamo comunque i cibi spazzatura e ricordiamo cimpre di iniziare il pranzo ed anche la cena mangiando verdura cruda, ricca di vitamine, fibre, sali minerali e fitonutrienti e di abbinare sempre i cereali integrali (farro, kamut, orzo, mais, grano saraceno…) con le proteine (legumi, pesce, uova carne e latticini) in grado di abbassare il carico glicemico. L’eccesso di carboidrati nel sangue infatti viene trasformato in grassi! Usiamo l’olio di oliva, ma a crudo, evitando invece il burro, il lardo e lo strutto che sono ipercalorici. Eliminiamo gli snack come cracker o pizzette; sono cibi super salati che tra l’altro aumentano la ritenzione idrica. Meglio un frutto e 3 mandorle. A proposito del sale, cerchiamo di diminuirlo gradualmente in modo da abituare il palato e sostituiamolo piano piano con erbe aromatiche (timo, rosmarino, salvia…). Alla fine del mese, dal cambio di alimentazione, noterete anche una riduzione del peso mediamente di 2 chili. Diminuite anche gli alcolici e superalcolici in quanto sovraccaricano il fegato senza dare un apporto nutritivo essenziale all’organismo.
No ai cibi irritanti: evitate i salumi, la mostarda, le fritture perchè irritano il tratto digerente, compromettendo la corretta assimilazione degli alimenti.
Attenzione ai conservanti e ai coloranti che intossicano l’organismo e rendono più difficili i processi di smaltimento delle scorie.
Ricordiamoci di bere due litri di acqua minerale naturale al giorno, lontano dai pasti per non sovraccaricare i reni. L’acqua aiuta a “lavar via” i liquidi stagnanti, riducendo la ritenzione e l’accumulo di tossine.
Se facciamo fatica a bere acqua da sola, possiamo far ricorso a delle tisane con lo scopo di drenare e di aumentare la funzionalità epatica e renale. Si tratta di sostanze xenobiotiche ossia capaci di rimuovere dall’organismo tossine. Ricordiamo a tal proposito la betulla (Betula pendula) con azione diuretica, antisettica e antinfi ammatoria, la pilosella (Hieracium Pilosella L.) detta anche orecchia di topo, con azione drenante. E’ molto indicata nel trattamento della ritenzione idrica e del sovrappeso.
I flavonoidi e l’olio essenziale della pilosella favoriscono non solo l’eliminazione di acqua ma anche di cloruri e di acido urico: viene pertanto consigliata ai nefritici e ai gottosi.
L’ortosifonide (Ortosiphon S. B.) è una pianta esotica che grazie alla sua capacità di aumentare l’escrezione di liquidi, è tradizionalmente utilizzata per facilitare la perdita di peso. L’ortosifonide, infatti, stimola la produzione della bile favorendo anche la diminuzione del tasso di colesterolo nel sangue. Ricordiamo anche l’equiseto (Equisetum arvense) pianta ricca di silicio, valido alleato nell’eliminazione delle scorie metaboliche e con effetto detossifi cante generale. Controindicato in pazienti sofferenti di edema dovuto a insuffi cienza cardiaca o renale.
Limitiamo anche il consumo di dolciumi, merendine e caramelle che favoriscono gli squilibri metabolici. Se vi prende la voglia di dolce, potete soddisfarla con un frutto.
In caso di cellulite localizzata tra pancia e fianchi, per stimolare il microcircolo si può fare un massaggio giornaliero con una crema anticellulite.
I prodotti migliori sono quelli che favoriscono la circolazione dei capillari e il drenaggio dei liquidi e che contengono escina, ippocastano, mirtillo, gambo d’ananas, ricco di bromelina. Si possono adoperare tranquillamente anche in gravidanza, mentre in questa condizione è meglio evitare principi attivi più forti, come estratti che agiscono sulla tiroide, alghe, caffeina.

A cura della Dott.ssa Barbara Vian, farmacista naturopata.
Articolo tratto dalla rivista mensile Farmarca redatta da farmacisti professionisti – www.farmarca.it

Taggato con: , ,
Pubblicato in Articoli Utili